A Bruxelles devono essere tutti impazziti: mi giunse oggi notizia, infatti, che per motivi di carattere salutistico, la nutella sarebbe stata messa “sotto processo” dall’Unione Europea in quanto, secondo normative attualmente in fase di discussione e approvazione, la nostra tanto amata “compagna di merende” non risulterebbe a norma.
Troppo dolce? Troppo buona? Troppo…troppo? A quanto pare sì.
Il problema parrebbe in realtà essere legato all’immagine che si è sempre data della crema spalmabile alla nocciola più famosa al mondo, quella cioè di un prodotto ricollegabile al benessere fisico (ne è un esempio l’associazione in televisione alla nazionale di calcio), cosa che in realtà chiunque sarebbe in grado di smentire andandone a leggere l’etichetta di cui tengo a riportare qui sotto gli elementi (ovviamente in ordine decrescente):
- zucchero,
- oli vegetali,
- nocciole (13%),
- cacao magro,
- latte scremato in polvere (5%),
- lattosio,
- siero del latte in polvere,
- emulsionante: lecitina di soia,
- aromi.
Interessante vedere che di zucchero e oli vegetali non sono state messe le percentuali, vero?
Ma a parte questo, credo sia parere e desiderio di tutti far si che la nostra amata nutella rimanga nelle nostre tavole ancora a lungo.
L’antidepressivo per eccellenza non può venire a mancare, un cucchiaino al giorno solleva l’umore di chi l’ha a terra è ridà energia (o dona una parvenza tale).
Quindi, il mio appello ai membri dell’Ue vuole essere semplice e diretto: mangiatevi una fetta di pane e nutella e invece di rompere le palle con queste stronzate, pensate a cosa più utili come ad un modo per risolvere la crisi.
